La zucchina, chiamala come vuoi…

Smetterà mai di fare tanto caldo? Dicono che il suono del silenzio sia quello della neve che cade. Per me è il suono di una serata come questa. Nonostante il brusio del ventilatore, nonostante la canzone/ossessione (servono molto più di 24 ore affinché una nuova ossessione prenda il posto di quella vecchia) che ronza sulle corde del mio computer un po’ scordato. E’ il silenzio sorpreso di una città sorpresa che dopo la festa riposa, spossata. E’ il silenzio di chi si accorge suo malgrado che la vittoria, il successo, la conquista non hanno affatto un sapore dolce. E’ il silenzio accaldato di un’estate strana, fatta di amori lontani, amici che se ne sono già andati e storie a metà di cui non hai ancora capito il senso.

Mi chiedono se sto bene. Io rispondo di sì. Ma non ho voglia di andare in palestra. E questa magari non è una novità. Non ho fame. E questa sì invece che è una novità. Non ho voglia di cucinare. Troppa gente che mi manca. Mi sono data al giardinaggio. Il mito dell’orto sul balcone e tutto il resto. C’ho piantato le zucchine di papà, visto che in Spagna pare che la zucchina di diametro inferiore a 6 centimetri non esista. Figurarsi i fiori di zucca. Un amico mi diceva sempre, solenne, che la zucchina, cucinala come vuoi, ma sempre zucchina resta. Un amico, uno di quelli che scambi per amici, ci credi, e poi scopri che sei riuscita soltanto a fargli del male. Perché lui non era amicizia che voleva. Mi è già capitato tante volte. Troppe volte. E non imparo mai. Il mio senso di colpa universale diventa gigantesco, io dico che sto bene, sorrido, alzo il mento e vado avanti, mascherata di quella durezza che ormai in troppi scambiano per forza. La verità è che non faccio che chiedermi dove ho sbagliato. Ormai me lo ripeto in continuazione. Perché quando chiedevi determinate cose alla vita, magari non era questo che volevi. Magari un mostro non ha nessuna voglia di essere tale. Sono le circostanze che lo costringono a diventarlo. Ma la zucchina, cucinala come vuoi, sempre zucchina resta. E io sempre quello resterò. Una testa di zucchina della specie peggiore.

Il caldo fa male. All’umore, al sonno. E anche alle zucchine. Stasera mi sono ripromessa di trapiantarle in un vaso più grande. Fino a qualche mese fa ero convinta di non avere pollice verde. Ora inizio a cambiare idea. Saranno i geni di papà che iniziano a manifestarsi. Se non sto attenta tra poco mi troverò sola e grassa in una casa di campagna circondata dal nulla, su una collina terrazzata e assolata, con le gonne che raccolgono sabbia e sporcizia e le unghie nere, a estirpare ortiche e buttarmi la zappa sui piedi. Ma no, in fondo non è necessario. Quello lo so fare benissimo già adesso.

Allegria. Vi lascio la ricetta preferita di S. Il primissimo piatto che gli cucinai al nostro primo appuntamento, 4 lontani, meravigliosi anni fa. Mi piace pensare che la magia di questo piatto sia l’origine di tutto. Me lo immagino mentre mette la forchetta in bocca, chiude gli occhi, assapora i morbidi grani speziati. Riapre gli occhi. Mi guarda. E pensa soltanto: è lei. Spero che lui non lo scopra ancora per molto molto tempo. Che la zucchina, chiamala come vuoi…

Cous cous con zucchine al curry

Ingredienti (per 2 persone)

150 g di cous cous integrale, 4 piccole zucchine verdi, 1 spicchio d’aglio, un dado vegetale alla curcuma, 1 bustina di zafferano, curry, olio extravergine di oliva e sale q.b.

Procedimento
Lava bene le zucchine e tagliale a rondelle sottili. Mettile in una padella con lo spicchio d’aglio, un paio di cucchiaiate d’acqua, 1 cucchiaino di sale e un filo d’olio. Copri con il coperchio e falle cuocere a fuoco moderato per 5 minuti, poi scopri, aggiungi il curry (1 cucchiaino) e falle trifolare finchè sono dorate. Intanto fai bollire in un pentolino una quantità d’acqua che sia il doppio del volume del cous cous (2 tazze d’acqua per 1 tazza di cous cous), scioglici dentro lo zafferano e il brodo vegetale.
Versa il cous cous crudo nella padella con le zucchine e tosta per qualche minuto. Dopodiché aggiungi l’acqua bollente e spegni il fuoco sotto la padella. Copri con un coperchio e fai riposare 5 minuti. Scopri, aggiungi olio crudo e del prezzemolo tritato se ti piace, fai asciugare un minuto a fiamma alta e servire.

Buone notizie: ho una nuova canzone/ossessione.
La donna è mobile. E cucinala come vuoi…
Rivers flows in you, Yiruma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *