Gusti perfetti

China Jasmine Dunque, dunque… vediamo un po’. Parliamo di gusti, di accostamenti di sapori, di odori, di colori. Mariluna mi ha invitato a partecipare a un gioco: cita 15 accostamenti di sapori che secondo te sono perfetti. Così perfetti che Dio al momento di creare il mondo li ha pensati così, insieme, come due metà della stessa mela, come due anime gemelle che si cercano, si fiutano e alla fine, in un modo o nell’altro, come per magia, si ritrovano e non si lasciano più. Sembra che il gioco sia partito tutto da uno stralcio di un libro (Gola, di Jhon Lanchester) che prima o poi devo leggere assolutamente, perché fonde i generi del giallo, del romanzo e del libro di cucina (sul link che ho messo potete ascoltare la recensione).

Ma bando alle ciance, ecco i miei accostamenti. Invece che con una lista, a modo mio. Un modo fatto di ricordi. Visto che lo chiamano “meme”.

I primi cinque mi ricordano casa mia. Mandorle e arancia. Il profumo e il sapore della Sicilia. Il gusto friabile e inebriante delle paste di mandorla, il colore allegro delle di torte di mandorle e buccia d’arancia, il profumo delle pasticcerie della mia città. Un po’ come il secondo: ricotta e cannella. La cassata, i cannoli. Ogni compleanno da quando sono stata capace di intendere e volere ho sempre voluto una cassata al forno. E non potrò mai dimenticare il piacere indescrivibile di ripulire il contenitore dove la mamma aveva mescolato la ricotta con lo zucchero e la cannella. Il terzo: pistacchio e nutella. Accostamento godurioso scoperto con la torta al pistacchio di Bronte. Un piacere anche per gli occhi. Il quarto: melanzane e pomodoro. L’accostamento primigenio per definizione della pasta alla norma e della parmigiana. Le ricette che piacciono a tutti, grandi e piccoli. Qui in Spagna se a una cena prepari una delle due cose è successo assicurato. Il quinto: latte, miele, cannella e acqua ai fiori d’arancio. La bevanda calda e coccolosa che guarisce tutti i mali. Cura il corpo infreddolito e cura l’anima. E una cosa così buona e terapeutica non può che stare nella mente di Dio.

Poi ci sono i gusti più o meno azzardati che ho scoperto negli anni. Anche questi sono cinque. Il primo è sicuramente funghi porcini e bechamel. I crostoni del Parco dei Principi di Zafferana, le crepes che prepara la mamma, le tagliatelle della domenica quando in frigo c’è solo latte e nella dispensa una bustina dimenticata di funghi secchi. Poi melone e prosciutto crudo. Da bambina non potevo nemmeno immaginarli insieme. Dolce e salato insieme? Ma scherziamo? Ma dall’istante in cui li ho assaggiati e iniziata la mia lenta e sempre più incauta compromissione con i sapori un po’ in contrasto. Come il pollo e l’avocado, scoperto qui e da pochi mesi. Perfette insalate dal profumo esotico in una Barcellona che sa di mare, palme e aromi speziati. Il quarto: zucca e semi di papavero. Fate un risottino di zucca, secondo la vostra ricetta. E poi sopra una manciata di quei minuscoli semini scuri. E capirete. Il quinto: zucchine e gamberi. Il giorno in cui scoprii che il pesce e le verdure possono viaggiare insieme. Partendo da un risotto e finendo con l’adozione del cous cous. L’accostamento perfetto. Odore, colore, sapore perfetti.

Infine, gli ultimi cinque, che non categorizzo. Scoperti con ricette più o meno fortuite. Salmone e zenzero. Metti una sera a casa, a Roma. Io e un’amica sole. Un po’ depresse, anche. Due grosse fette di salmone in frigo. E tante spezie per la casa. In questi casi a guidarti è qualcosa di più forte. Perché basta il sapore azzeccato per tirarsi su. E il mondo sembra più bello. Il secondo: pan con tomate. Il pan con tomate non è altro che una fetta di pane con olio, sale e un pomodoro strofinato sopra. Poi butti il pomodoro. E ti mangi il pane. Qui in Catalogna il pane si mangia solo così. Chiedi un panino imbottito e prima trattano il pane così. All’inizio mi pareva un sacrilegio. Perché diavolo buttare via il pomodoro? I catalani si vantano di averne così tanti che possono permetterselo. Ma non si tratta solo di questo. Se vieni a Barcellona fai un pranzo veloce con pan con tomate imbottito con tortilla de patatas. E vedrai. Due accostamenti perfetti insieme. Perchè il terzo accostamento è questo: uova e patate. La frittata di patate che loro chiamano tortilla. Semplice, ma divino. Perchè in fondo il paradiso sarà così: fatto di cose semplici. Il quarto: cioccolato e pere. E non aggiungo altro. Infine: il quinto (che poi è il quindicesimo): tè verde e gelsomino. La mia iniziazione al rito del tè comincia da lì. C’è tutto un mondo là dentro. Le terrazze estive del Mediterraneo, i tramonti freschi del primo autunno, una persona con cui condividere una tazza. Un abbraccio e il sole che viene inghiottito dal mare. Tè verde al gelsomino. Questa sono io.

Adesso passo la parola a chiunque leggerà questo post e si sentirà di partecipare al gioco sul proprio blog. 🙂 Una cosa carina da fare, sarebbe proporre una ricetta per ogni accostamento. Mi riprometto di farlo piano piano.

8 comments

  1. E sono subito da te. Ti dico una cosa in tutta confidenza: il tuo modo di esporre questi accostamenti é il migliore fino ad ora, mi piace il modo in cui hai elencato gli alimenti e la motivazione. Bravissima é stato un piacere, sono daccordo con té, proporre una ricetta per ogni acccostamento, ottima idea per un meme. Un affettuoso saluto e spero di poter venire a visitare la Catalogna e gustarne i sapori.Mariluna

  2. Madre mia! Tè verde e gelsomino! Momenti di pace….. negli occhi cielo azzurro….verde di foglie…cinguettio di uccellini e brezza leggera. Che importa se sei nella cucina di casa tua e fuori piove, l’anima ormai vola!
    Hai ragione: i nostri gusti coincidono su molti punti.
    :-))

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