Primo sushi: maki salmone/avocado, maki surimi/ravanelli

Se mi avessero detto che un giorno avrei preparato il sushi, ci avrei riso su. La prima volta che ho provato il sushi (lo scorso anno) sono rimasta delusa, la seconda non mi è piaciuto, la terza mi sono ripromessa di non toccare mai più tutto ciò che avesse a che fare con alghe nori, salsa di soia e simili. Eppure il sashimi (pesce nudo e crudo come mare l’ha fatto o quasi) mi piace. E pure tanto, da brava siciliana mangiatrice di alici in salamoia e ricci appena estratti dall’acqua.
Del sushi mi attira l’aspetto giocattoloso, da piccolo gioiello creativo culinario. Mi attirano i colori e tutti i gadget che servono per produrlo e consumarlo. Salvo poi ritirarmi compostamente al momento del consumo effettivo.
Eppure del sushi parlano così bene che non farselo piacere era un peccato. Secondo i dietologi l’insieme di alga, riso e pesce crudo compone un pasto leggero e bilanciato, ricco di tutti i principi nutritivi e, grazie al rafano contenuto nel temibile wasabi, altamente antiossidante. Così mi ci sono messa d’impegno. E adesso, sebbene il sushi non sia il mio piatto preferito, devo dire che mi garba. Lo mangio quando ci si aspetta che io lo mangi, e dopo questo weekend ho anche imparato a produrlo da me, dopo essermi imbattuto fortunosamente in tutto il kit necessario nel mio negozio preferito di cibo biologico Veritas.

Sarà che in questo periodo sto facendo una dieta a base quasi esclusiva di yogurt che mi sta facendo imprevedibilmente apprezzare qualsiasi cibo accessibile agli esseri umani che non contenga lactobacilli e probiotici. Fatto sta che questo mio primo esperimento di sushi me lo sono voluta fare piacere e ci sono riuscita.
E poi non venitemi a dire che volere non è potere.
Comunque, avvolgendo i miei rotoli di alga e riso ho imparato tante cose:
1. Che il riso va condito con un po’ di aceto, salsa di soia, zucchero e sale e che le proporzioni indicate dalle ricette online e sui libri non sono mai quelle giuste,
2. Che il riso cotto è veramente appiccicoso se non ti bagni le mani con acqua fredda prima di toccarlo,
3. Che il vero segreto di un sushi perfetto è il coltello con cui lo taglierai: deve essere affilato come un rasoio e va sciacquato in acqua fredda prima di ogni taglio,
4. Che il mio sushi preferito è il maki di salmone e avocado e che i ravanelli croccanti in combinazione con il surimi non sono l’ideale,
5. Che il wasabi si sente nella gola e anche nel naso come le Golia degli anni ’90 e che quella salsa verdastra è nata certamente come metodo di tortura nelle umide carceri giapponesi.

Ma ecco la ricetta del mio sushi o meglio dei maki sushi (rotolini di riso, foderati di alga nori e ripieni con pesce e verdure principalmente).

Ingredienti (per circa 24 maki)
250 g di riso per sushi (piccolo e rotondo), 80 g di salmone conservato non affumicato, 1/2 avocado, surimi, ravanelli, 1 cucchiaio di sesamo, 2 cucchiai di aceto di riso (io non ce l’avevo e ho usato aceto di mele), 1 cucchiaino di zucchero, 1/2 cucchiaino di sale, 4 fogli di alga nori (già tostata), salsa wasabi, gari (rosee fettine di zenzero in salamoia), salsa di soia.

Procedimento
Lavare il riso in acqua fredda 2-3 volte finchè l’acqua non sarà trasparente. Lasciarlo a scolare in uno scolapasta per 15 minuti. Intanto preparare il resto degli ingredienti. Per il condimento da aggiungere al riso dopo la cottura: mescolare l’aceto con lo zucchero, il sale e 1 cucchiaio di salsa di soia.
Tagliare l’avocado sbucciato a listarelle e condirlo con succo di limone.
Cuocere il riso in 370 ml di acqua fredda: tenere la fiamma alta finché non bolle, poi abbassarla al minimo e cuocere per 10 minuti, poi spegnere e lasciare la pentola coperta per altri 10 minuti. Il riso assorbirà lentamente tutta l’acqua presente e si cuocerà perfettamente. Non siate increduli e non aprite la pentola prima della fine cottura/riposo, preferibilmente. Quando il riso è pronto aggiungere la mistura d’aceto e mescolarlo delicatamente con un cucchiaio di legno, poggiando il fondo della pentola su un piatto pieno di acqua fredda per farlo raffreddare più in fretta.
Quando il riso è quasi a temperatura ambiente, mettere un foglio d’alga sulla stuoietta con la parte più lucida sul fondo, inumidirsi le mani d’acqua fredda e disporre una parte del riso sull’alga nori, schiacciandolo con le dita fino a coprire tutto il foglio a parte una striscia di un paio di centimetri nella parte più lontana da noi. Disporre a file gli ingredienti (in due roll ho messo avocado e salmone, negli altri due fettine di ravanello, surimi e semi di sesamo) e, aiutandosi con la stuoietta, iniziare ad arrotolare l’alga su se stessa, stringendo e comprimendo piano il ripieno. Alla fine inumidire la striscia vuota di alga restante e chiudere bene il rotolo. Se restano spazi vuoti di riso alle estremità aggiungere del riso a rotolo già chiuso. 🙂 Mettere su un tagliere e poi in frigo per qualche minuto.

Dopo 15-30 minuti, estrarre dal frigo e tagliare ogni rotolo con un coltello ben affilato prima a metà e poi ogni metà in 3 fette. Dopo ogni taglio pulire il coltello in acqua fredda. Importante che il coltello sia molto tagliente!
Servire con salsa wasabi, gari e salsa di soia a volontà.
Il cibo-giocattolo è pronto. Buon appetito e anche se amate la cucina piccante… attenti al wasabi! Non è piccante, è molto di più. E’ un lacrimogeno allo stato puro.

3 comments

  1. Buono!
    Non vale però… Adesso mi hai fatto venire voglia di sushi, anzi maki, anzi cibo-giocattolo.
    Potrei mangiare un playmobil. Magari condito col wasabi.

    Saluti verdi e piccantissimi,
    CP

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