Per cominciare il gioco


Come nella canzone. Penso che nella vita sia questione di passione. Molta pazienza. E certo, anche un minimo distacco. Insomma, è come quando ti metti il rossetto. Stai davanti allo specchio e tutte le smorfie che fai hanno una logica perfetta. E devi averlo il distacco, sennò ti viene da ridere e combini pasticci. E la pazienza, anche. Se hai fretta, si vede. Il colore sbava da tutte le parti, e finisci con il sembrare un pagliaccio. Ma se stai attenta e e fai le cose per bene il risultato ti trasforma. Esalta la tua espressione, gli occhi, il modo di ridere, tutta la tua femminilità, insomma. Ed è così che accendi la passione.

Così è nelle cose che fai. Ci vuol farina del proprio sacco. E un filo di incoscienza. Se non li avessi avuti ora non sarei qui a scrivere, probabilmente. Per professione, dico. Sarei stata un’insegnante. Vivrei ancora in Italia. E non avrei un uomo innamorato che aspetta pazientemente che io finisca di scrivere questo post. E non dico che sia tutto perfetto così. Se avessi finito i desideri non avrebbe senso continuare a vivere. Sarebbe molto noioso alla lunga, no? Invece sarà bello, bellissimo, travolgente, lasciarsi vivere totalmente. E scoprire cosa mi aspetta ancora. Perchè non avrei mai detto che sarebbe andata così.

Così è in cucina. Non sempre sai perfettamente quale sarà il risultato. Ci vuol fortuna, perchè funzioni. Ci vuole tutta la tua passione, la tua pazienza, quel filo di incoscienza. E allora il risultato sarà perfetto. Dolce, dolcissimo, sconveniente. Insomma, nella vita è questione di sensi. Ne abbiamo cinque, forse sei, e sono la cosa più preziosa che abbiamo. C’è chi mangia per vivere. Chi vive per mangiare. Io cucino per coccolare i sensi. Perchè se lo meritano. Perchè quando cucini trasformi il tuo amore in qualcosa di tangibile e attraverso il cibo entri a far parte delle persone che ami. Non credi? Per questo quando cucini per qualcuno che ti sta antipatico, i risultati ti deludono.

E poi è questione di coerenza. Se ami la vita e vuoi coccolarla, non puoi che cucinare con cura, usando ingredienti naturali, evitando i grassi superflui che appesantiscono sapori e digestione. E non serve mangiare tanto. Mangiare di tutto, sì. Non capisco serve punirsi con diete disumane o ingozzarsi nei fast food. Anche se nella vita bisogna provare e gustare tutto. Con moderazione. E se cucini bene, nessuno ingrasserà.

Infine, è questione di memoria. La mia cucina è il laboratorio del mio passato. E’ il posto dove mescolo la mia identità con quella della terra in cui vivo e con quella della terra in cui sono nata. Nelle mie ricette ci sono i sapori della cucina di mia madre, di quella delle mie nonne e delle persone che ho conosciuto. Ci sono gli echi dei ricordi, insomma. E’ anche così che le persone che ami continuano a vivere. In quello che fai, nelle piccole cose di ogni giorno.

Il mio quaderno di ricette ha le pagine macchiate di cioccolato. Ci sono anni di pasticci e scoperte là dentro. Ci sono i momenti in cui la pasta era sempre troppo al dente o troppo cotta. E troppo salata. Ci sono le serate perfette che non dimenticherai mai. E quelle giornate buffe dietro i fornelli quando non te ne va mai bene una, finisce il gas sul più bello e l’impasto non lievita nemmeno a pregarlo in ginocchio. Ci sono date, inchiostri colorati, ritagli e fotografie. E foglietti scritti a mano da vecchie sagge signore. E’ difficile trasferire tutto questo su un blog. Perciò, sebbene sia da tanto che gli amici mi chiedono di condividere quello che c’è lì dentro, ho rimandato. Perchè la vita o la vivi o la scrivi. Ma visto che la mia memoria è così labile, forse un ulteriore supporto digitale per ricordare potrà essermi utile. E magari risultare divertente per qualcuno di voi.

Insomma, si fa così. Per cominciare il gioco. Se vorrete seguirmi, ci si mastica poco poco. Si fa così. E poi tutto appare chiaro. Per il cuore, per il palato.

N.B. La canzone a cui si fa riferimento in questo post si intitola Rossetto e cioccolato (ovviamente) ed è di Ornella Vanoni (2003).

2 comments

  1. Olà, sarà bello bellissimo travolgente, lasciarsi vivere totalmente !!!!!Ti ho appena letto e già mi sei simpatica e condivido molte delle tue emozioni quando cucino, ma i miei sono pensieri e golosità confuse, non metodicamente raccolte da qualche parte. Non riesco ad avere continuità certe volte nell’elaborare e sintetizzare ciò che mi emoziona. Mi pare di ridurlo troppo. A proposito io sono calabrese per amore adottata romana. Porto il profumo della zagara nel cuore e condivido e partecipo la tua sommessa nostalgia per la terra natia! Buon lavoro e buona giornata. Florianopolis

  2. Eccome se telo meriti!!!, almeno da parte mia. Mi ritrovo con quello che racconti di te, mi piace il tuo blog, lo vedo e sento pulito ed anche intrigante, amo sia il rossetto che il cioccolato, siamo espatriate tutt’é due per amore e raccontiamo dei nostri ricordi in patria e dell’esperieza in una nuova nazione.La passione della cucina ci accomuna e forse altre cose che scopriremo più avanti leggendoci nelle nostre pagine che ci avvicinano alla nostra terra. Un bacio affettuoso e buon lavoro. Mariluna.

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